martedì 11 marzo 2014

(La guida). Il turismo ai tempi di Facebook: come usarlo meglio


post-facebook-tre-oreUn argomento molto trattato è quello legato alla connessione tra il mondo del web e il turismo, che da anni alimenta discussioni anche grazie alle continue evoluzioni che ci presenta quotidianamente. In particolare può essere interessante individuare alcuni punti sulle modalità di utilizzo dello strumento di Facebook, nel quale spesso noto grossolani errori che influiscono sulla qualità delle azioni e dei risultati ottenuti. Perché Facebook è a tutti gli effetti uno strumento di marketing che va utilizzo e pensato in quanto tale, sopratutto nel turismo, dove l’85 percento degli utenti cerca informazioni online prima di partire.
Alla luce del fatto che le imprese e le destinazioni turistiche sono ormai presenti quasi in toto su questa piattaforma, è necessario però comprenderne alcune peculiarità e suggerire alcuni elementi fondamentali per utilizzarlo al meglio.
L’obiettivo. 
Azienda o destinazione che tu sia, perché sei su Facebook? Ovviamente la risposta potrebbe essere scontata: voglio più clienti. In realtà le motivazioni dovrebbero essere molto più ampie e soprattutto molto più articolate tra di loro perché i clienti arriveranno da soli.
In primo luogo la reputazione online: non essere presenti su Facebook direttamente non implica che non ci siate, i turisti parlano di voi comunque, perché loro ci sono. Dunque, superiamo le barriere e iscriviamoci per controllare direttamente la reputazione, non lasciando la propria immagine sul web in pasto alla rete, agendo con le opportune azioni correttive.
In secondo luogo non pensate che iscriversi basti a portare nuovi turisti. Facebook non è un luogo dove le persone vogliono essere stressati quotidianamente con le vostre offerte, ma è un luogo di svago e interazione. Bisogna agganciarli, studiarli e poi proporgli l’elemento giusto alle loro esigenze. L’obiettivo deve essere la vendita e la promozione, ma con metodi e tecniche che al cliente non devono sembrare invasive.
Infine pensate che il turista legga e viva Facebook come un luogo dove passa il tempo libero, cerca consenso, condivisione e collaborazione con gli altri utenti, quindi gestitevi come se foste uno di loro.
Turismo all’interno di Facebook: No al profilo, Si alla pagina.
Una pagina di insights
Una pagina di insights
Perché non bisogna costruire profili ma pagine? Semplicemente perché Facebook ha deciso che i profili sono per le persone e le pagine per le aziende, le destinazioni, i marchi e chiaramente ha predisposto degli strumenti differenti per ognuno di loro. In particolare le pagine permettono al turista di recensire e valutare con le famose “stelle” il marchio o l’azienda in questione, elementi che nel marketing del turismo sono fondamentali.  I turisti infatti nello scegliere una località o una struttura leggono in media 20 recensioni in quanto si fidano molto di più dell’opinione degli altri che della vostra (ovviamente). Se invece puntate su un profilo, le recensioni e le stelle non ci sono e saranno e sarete molto “autoreferenziali”. Al turista le falsità non piacciono, credono a chi ci è stato in quel posto, non a voi.
Inoltre, tra gli strumenti presenti nella pagina ci sono i famosi insights, ovvero strumenti gratuiti che permettono di analizzare tutto ciò che succede sulla pagina conteggiando esattamente portata, mi piace, condivisioni ecc. L’utente in tal modo può essere targhettizzato per età, sesso, provenienza, lingua e di conseguenza possono essere attuate tutte le strategie che il marketing ci  insegna. Con il profilo tutto ciò non è possibile. Quindi in termini di marketing, meglio la pagina, fornisce tanti strumenti che il profilo non ha. Tra l’altro, si vocifera nell’ambiente che Facebook “punirà” le aziende e i marchi che usano il profilo con la cancellazione (o altro) e la conseguente perdita di tutti i dati immessi sulla Timeline (foto, post, eventi).
Il post.
Ma come si scrive su Facebook di turismo? Io amo darmi tre regole:
  1. La promozione ogni 3 post. Il messaggio di promozione va messo sempre dopo 2/3 post che parlano di altro.
  2. Breve e no link! Le persone non leggono i post lunghissimi. Meglio una frase breve collegata ad un link che porta ad un sito, cancellando l’odioso link e lasciando solo il collegamento.
  3. Spontaneità e originalità legata all’informazione che vogliamo dare. L’utente deve sapere ma non deve annoiarsi, deve condividere.
Usiamo le foto.
L’utilizzo delle foto è l’elemento cruciale. Il turismo è emozione e come tale dobbiamo riuscire a trasmetterla, senza l’emozione il turista non acquista e non sceglie. Inoltre nel web l’immediatezza del messaggio rappresenta l’elemento essenziale sul quale puntare e l’unico strumento capace di soddisfare tale requisito sono le immagini. In pochi click dobbiamo cogliere l’interesse dell’utente, portarlo sul sito aziendale e farlo prenotare, quindi usare immagini di qualità, vere e grandi, che colpiscono l’animo e le sensazioni dell’utente.
La qualità e la sincerità.
Non diciamo bugie e non rappresentiamo la realtà per quella che non è. Se trasmettiamo un’immagine di un luogo non veritiera creiamo delle aspettative di un certo tipo che se poi non sono soddisfatte creano l’effetto contrario a quello desiderato.
Se un servizio non esiste non promuoviamolo, forniamo informazioni esatte e veritiere, ammettiamo gli errori e comunichiamo le soluzioni ad eventuali critiche che si sono state rivolte.
Forniamo informazioni utili sul territorio e “sembriamo umani”.
Non abbiate paura del numero di “Mi piace”.
facebook-mi-piace-likes-personalizzabiliIn numero di mi piace sulla vostra pagina è solo un numero. Se non è altissimo non è un problema, anche se l’obiettivo è farlo crescere non lo fate invitando gli amici e i parenti, o i vostri compaesani. Pensate che verranno mai a dormire nel vostro hotel? Piuttosto cerchiamo di ricercare tra i nostri sostenitori quelli più influenti e coinvolgiamoli nelle nostre attività perché una condivisione di un contenuto è molto più potente di un nuovo “mi piace”. Esso serve a raggiungere la cerchia delle amicizie di quell’utente che probabilmente si fiderà di lui e chiederà della vostra azienda, struttura, o della vostra destinazione.
Facebook non è un gioco, è molto meglio di una campagna di cartellonistica, se usata con metodo, e vi permette anche di misurare esattamente quante persone raggiungiamo, valutare l’impatto del vostro messaggio e anche migliorare i vostri servizi, se impariamo ad ascoltare chi usa i nostri luoghi.

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